| PDL LAZIO: CONFERENZA PROGRAMMATICA ELEZIONI REGIONALI 2010 |
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| Scritto da DR |
| Domenica 28 Febbraio 2010 13:44 |
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Cari onorevoli, sindaci, assessori, quadri di partito, amici, l’occasione di questo incontro, promosso per l’amico Giuseppe Cangemi, è la giusta circostanza per fare il punto sullo stato di salute del partito a Roma e dell’organizzazione dei contenuti e delle attività della campagna elettorale. Da meno di un anno ci siamo riuniti in una nuova organizzazione di partito, portando all’interno le nostre esperienze, amicizie, progetti ed aspettative personali. La gestione in diarchia di Roma dell’attività politica, con Giovanni Alemanno in Campidoglio e Gianfranco Sammarco al partito, è ancora da oliare perché, capita spesso, che la guida dell’indirizzo politico dell’organo pubblico sia gestita trai palazzi del Campidoglio e poco in mezzo alla classe dirigente del nostro partito. Non faccio accuse a nessuno perché, in un anno e mezzo, sarebbe stato difficile per chiunque soddisfare tutte le aspettative territoriali e personali, senza creare tensioni e scontenti. Allo stesso tempo, io sono convinto che sarà solo un metodo di lavoro chiaro e trasparente a darci la possibilità di operare quotidianamente al servizio del cittadino per la costruzione una società libera e solidale. Sempre per il raggiungimento di questo obiettivo, sarà importante valorizzare i Circoli Territoriali ed Ambientali perché sono lo strumento più efficace per mantenere un dialogo continuo con tutti i nostri concittadini. Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale e l’elezione del Presidente della Giunta sono un passo fondamentale per il futuro della gestione e dello sviluppo del Lazio nell’assistenza sanitaria, per le infrastrutture strategiche, per il rafforzamento dell’occupazione nell’industria, nel commercio, nell’artigianato e nei servizi L’amministrazione di centrosinistra alla Pisana, guidata da Marrazzo, ha fatto molto poco, si è tornati al modo di gestire inefficacie della Giunta Badaloni, senza una vera spinta politica legittimata e stimata del Governo nazionale e dai Comuni del territorio regionale. Per questo sarà fondamentale, oltre a vincere ed eleggere il nostro candidato, presentare un programma chiaro, concreto e realizzabile, che segua le linee guida dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità. Cercherò ora di riassumere i nodi amministrativi principali del quale ci dovremo occupare appena vinte le lezioni regionali. Il primo punto programmatico per l’amministrazione pubblica regionale è quello della riforma della sanità, che oltre ai risparmi forzosi imposti dall’attuale sistema degli sprechi e dal debito regresso, ci dovrà vedere proporre, in concerto con i distretti sanitari, le strutture convenzionate private e le associazioni del volontariato, un nuovo Piano dei servizi sanitari regionale. La stesura di questo piano dovrà essere preceduta da un nuovo censimento dell’utenza del servizio sanitario che identifichi i veri bisogni dei cittadini delle grandi aree urbane come dei piccoli paesi di provincia. I servizi d’informazione, di prevenzione, di cura e di riabilitazione, che offre oggi la sanità nel Lazio, sono calcolati su un’utenza di 20 anni fa, quando la popolazione era meno anziana e le mamme erano per la maggioranza casalinghe. Questa nuova composizione ed organizzazione del nucleo familiare, insieme al miglioramento delle tecnologie mediche ci obbligheranno a modificare la localizzazione del luogo di cura, identificandone uno più efficiente per costi ed organizzazione, cioè l’abitazione del paziente, educando le strutture ospedaliere a diminuire i giorni di degenza ospedaliera per analisi e terapie e allo stesso tempo l’aumentando l’efficienza e della portata del servizio domiciliare per la cura e la riabilitazione. Per venire incontro, invece, alle famiglie, formate da genitori che lavorano 10 ore al giorno per 5 giorni la settimana, sarà fondamentale differire la portata dei servizi di diagnosi, cura e consulenza al sabato e la domenica, sfruttando inoltre ogni macchinario tecnologico sanitario di radiografia, tac, ecografia, dialisi, ecc. ecc., per 24 ore al giorno. Infine mi auspico, che in cinque anni di governo della Regione Lazio saremo capaci di sviluppare una struttura di riabilitazione e di primo soccorso per ogni 10.000 abitanti, rinunciando alle pensanti strutture ospedaliere e ridistribuendo il personale medico ed infermieristico sul territorio, vicino alle reali esigenze del cittadino. Il secondo punto programmatico, che propongo, verte sulla tematica dell’occupazione. La crisi economica del 2008 e 2009 ci ha consegnato quest’anno 80.000 cassaintegrati nel Lazio, decine di migliaia di aziende fallite e altrettante in difficoltà economica per la diminuzione dei consumi e le sofferenze finanziare di cassa causate da clienti privati in crisi o da i crediti inesigibili della Pubblica Amministrazione. Non sarà facile uscire da questo stato di paralisi e sfiducia, perché il Governo nazionale non potrà abbassare le tasse prima del 2011 e di conseguenza i redditi e la capacità di spesa delle famiglie sarà in sofferenza. Ma una Regione bene guidata, e con un’attenzione all’impresa privata, può mettere in campo azioni legislative atte a semplificare e supportare le capacità imprenditoriali dei propri cittadini. Il Parlamento in questi giorni sta portando avanti due provvedimenti che ricadranno successivamente, dopo la loro approvazione, sulle regioni. Il primo è una legge che convertirà, su richiesta del lavoratore, i cassaintegrati in piccoli imprenditori con agevolazioni creditizie ed esenzioni normative: in particolare, la legge prevedrà la corresponsione, per i lavoratori dipendenti già destinatari degli specifici trattamenti di integrazione del reddito, che avviino una nuova attività di impresa, di un'indennità mensile pari al 50 per cento dell'importo del trattamento al quale hanno diritto i lavoratori che accedono agli ammortizzatori sociali in deroga. Sarà altresì previsto l’esonero dal versamento dei contributi obbligatori a carico del datore di lavoro e del lavoratore nel caso in cui i soggetti che abbiano intrapreso attività di impresa assumano altri lavoratori dipendenti che fruiscono di trattamenti di sostegno al reddito per un periodo di almeno 24 mesi . La normativa introdurrà un regime fiscale agevolato che riguarderà la determinazione del reddito in base al principio di cassa, l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e addizionali pari al 20 per cento, l’esenzione dall’IRAP, la non applicazione dell’IVA sulle operazioni attive, le semplificazioni degli adempimenti contabili e tributari. Con questa azione legislativa avremo meno cassaintegrati da reinserire nel mondo del lavoro, quindi meno futuri disoccupati, che invece potranno utilizzare le proprie competenze, maturare da lavoratori dipendenti, per realizzare un’attività propria. Il secondo provvedimento, contenuto nel testo di legge in approvazione c.d. “Milleproroghe” riguarderà i Debiti delle PA, cioè per gli anni 2009 e 2010, su istanza del creditore di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, le regioni e gli enti locali potranno certificare, entro il termine di venti giorni dalla data di ricezione dell'istanza, se il relativo credito sia certo, liquido ed esigibile, anche al fine di consentire al creditore la cessione pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari riconosciuti dalla legislazione vigente. Sono certo che questo provvedimento darà molto ossigeno al settore produttivo privato, essendo il debito della P.A. circa di 67 Miliardi di euro. Il terzo punto programmatico sarà lo sviluppo delle infrastrutture intermodali, cioè collegate ed intercambiabili, regionali. Non è sufficiente essere capaci di spendere il denaro pubblico, ma bisogna spenderlo costruendo qualcosa di veramente utile al cittadino consumatore ed imprenditore. Molte opere pubbliche sono realizzate senza trovare una intermodalità ed interoperatività con le altre infrastrutture sul territorio regionale. Stazioni, porti ed aeroporti non sono realmente collegati con linee veloci e ad alta portata per il trasporto persone e merci. Come si può pretendere di aiutare il cittadino imprenditore, a vendere i propri prodotti e servizi, se non ha la possibilità di trasportarli ed esportarli all’esterno della Regione con velocità ed economicità. Gli altri allacciamenti da realizzare saranno le linee regionali di collegamento tra i cinque capoluoghi di Regione, così si potrà supportare un pendolarismo intelligente che non obblighi tutti quelli che lavorano nella capitale anche a viverci, rendendola caotica e superaffollata. Ultimo impegno trasportistico sarà quello di dividere la Roma città dalla Roma capitale, prima o poi si dovrà trovare una soluzione che porti gli uffici ministeriali fuori dal Grande Raccordo Anulare, perché i cittadini della periferia di Roma e dei comuni della Provincia non possono passare il 30% percento del loro tempo, in attività, nel traffico dell’inizio e fine lavoro. Le altre infrastrutture da realizzare, in una grande regione come il Lazio, saranno le grandi aree industriali agevolate dalla Pubblica Amministrazione, dove attirare i produttori di beni e servizi di tutto il mondo, per realizzare maggiore occupazione. Un altro intervento per creare posti di lavoro è quello che prevede incentivi al consumo per le famiglie numerose per l’acquisto dei prodotti tipici regionali, senza violare la concorrenza europea, che sono realizzati da imprese solide che sanno fare funzionare la loro produzione e creare valore aggiunto senza l’esclusivo assistenzialismo dello Stato. Molti sarebbero i punti del programma da sviluppare ma ritengo che tanti altri miei amici avranno suggerimenti da dare al partito e al candidato alla Regione Lazio, Giuseppe Cangemi, quindi concludo e ringrazio di cuore tutti con la certezza che su di me si potrà sempre contare.
Diego Righini |
| Ultimo aggiornamento Domenica 28 Febbraio 2010 23:09 |












