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PDL LAZIO: LULA VERGOGNA SE NON ESTRADA IL PLURIOMICIDA DI SINISTRA CESARE BATTISTI.SANSONETTI VERME PDF Stampa E-mail
Scritto da PDL LAZIO   
Giovedì 30 Dicembre 2010 08:15

La decisione sarebbe esser presa dal presidente Lula entro la fine dell’anno ma, alcuni quotidiani brasiliani già rilanciano anticipazioni sul “no” che il presidente uscente pronuncerà sulla questione sostenendo che il Terrorista non sarebbe sicuro in Italia. L’ufficialità di questa decisione potrebbe arrivare oggi. L’ex leader dei Pac si era precedentemente rifugiato in Francia da dove era fuggito quando i transalpini decisero di estradarlo in Italia. Dal 2007 è in arresto in Brasile ottenendo lo status di rifugiato politico poi revocato e iniziò così l’iter per l’estradizione.

Fatto ancora peggiore è la dichiarazione di questa mattina di Piero Sansonetti, giornalista di sinistra vicino a Vendola, a Radio 24 di solidarietà al pluriomicida Cesare Battisti, ritenendolo un soldato della lotta armata di sinistra degli anni '70 giustamente rifugiato politico in Brasile. Sansonetti è un verme perchè questo lo ha ripetuto anche di fronte al figlio di una vittima di Cesare Battisti, Torregiani.

Nel caso in cui il presidente uscente del Brasile Luis Inacio Lula da Silva dovesse negare l’estradizione in Italia di Cesare Battisti, il ministro della Difesa Ignazio La Russa sarebbe pronto a sostenere “iniziative di boicottaggio”. “Da parte di Lula sarebbe un atto di grande mancanza di coraggio. Perché lui se ne va ma il Brasile resta”, dice il ministro in un’intervista al Corriere della Sera. La Russa lancia un vero e proprio avvertimento. “Nessuno può illudersi che una simile decisione sia priva di conseguenze”, afferma. “Io lo riterrei una grande ferita nei rapporti bilaterali”. Il ministro è pronto a porre “la questione al governo”, dove “almeno quattro ministri hanno la stessa intenzione”.

Il titolare di Palazzo Baracchini è pronto ad “appoggiare iniziative che arrivano al boicottaggio”. “Sconsiglierei a chiunque di andare in un paese dove gli assassini sono lasciati in libertà. E molti non comprerebbero più i loro prodotti”, spiega La Russa, che si dice pronto a anche a richiamare i tre ufficiali che sono impegnati nel progetto di cooperazione relativo ai bombardieri Amx. “Battisti non si è neanche pentito. Un simile criminale non può essere lasciato in libertà”, conclude il ministro.

In Italia Cesare Battisti è stato condannato come responsabile di quattro omicidi - tre come concorrente nell'esecuzione, uno co-ideato ed eseguito da altri:

  • 6 giugno 1978 a Udine, Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria; A sparare, secondo gli inquirenti, furono Battisti e una complice.[8][9] Santoro era accusato dai PAC di maltrattamenti ai danni di detenuti.[10]
  • 16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala (VE), Lino Sabbadin, macellaio di Mestre; Battisti fu complice facendo da "copertura armata" all'esecutore materiale Diego Giacomin. Sabbadin si era opposto con le armi al tentativo di rapina del suo esercizio commerciale.
  • 16 febbraio 1979 a Milano, Pierluigi Torregiani, gioielliere; Battisti fu condannato come co-ideatore e co-organizzatore. Nel corso dell'assassinio di Pierluigi Torregiani venne coinvolto anche suo figlio Alberto, che da quel giorno vive paralizzato su una sedia a rotelle per un colpo sparato dal padre durante il conflitto a fuoco con gli attentatori.[11] Torregiani, il 22 gennaio precedente, aveva ucciso un rapinatore durante una tentata rapina in una pizzeria in cui si trovava con i gioielli che aveva mostrato ad una vendita televisiva.
  • 19 aprile 1979 a Milano, Andrea Campagna, agente della DIGOS; omicidio, eseguito con diversi colpi d'arma da fuoco al volto, di cui fu riconosciuto come l'esecutore materiale. Campagna aveva partecipato ai primi arresti legati al caso Torregiani.

Sia Campagna che Antonio Santoro saranno insigniti della Medaglia d'oro al merito civile alla memoria.

Nel 2006 Battisti ha proclamato la sua innocenza per i fatti sopracitati, mutando così la precedente linea difensiva che prevedeva l'astensione dal commentare pubblicamente la vicenda giudiziaria circa le sue responsabilità negli omicidi commessi dai PAC.[10][12][13] Nel 2009 Battisti si è detto pronto ad incontrare i parenti delle vittime degli omicidi a lui contestati e ha dichiarato di avere già avuto un rapporto epistolare "di amicizia, sincerità e rispetto" con Alberto Torregiani.[14]


Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Dicembre 2010 08:16
 

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