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PDL LAZIO: DENUNCIA CONTRO LA GRANDE FINANZA MONDIALE E L'AGGRESSIONE DEL RATING. PDF Stampa E-mail
Scritto da PDL LAZIO   
Giovedì 05 Gennaio 2012 14:23

 

Sembra quasi impossibile, ma a volte i destini economici di interi paesi ed imprese dipendono dalle valutazioni di tre agenzie di rating: Moody's, Standard & Poor's e Fitch Ratings. Una loro valutazione negativa su Stati o aziende quotati può determinare l'innalzamento del costo dell'indebitamento o la perdita di valore delle azioni complessivamente per miliardi di euro ogni giorno.
Il paradosso è clamoroso perché chi controlla le stesse società di rating non ha un obiettivo oggettivo, cioè non offre un servizio utile agli inventori senza interessi economici diretti, ma esprime giudizi faziosi, che giudicano Paesi e Imprese ma allo stesso tempo condizionano il loro futuro con il loro giudizio, per fare loro stessi utili speculativi.
Queste azioni di ingerenza ed aggressione della società di rating possono avvenire senza controllo e vigilanza pubblica perché i mercati finanziari, ed il settore finanziario nel mondo, oramai domina e detta legge sugli altri tre settori cardine dell'economia mondiale: il settore politico, il settore del mercato reale di beni e servizi e il settore della pubblica amministrazione.
Per Standard & Poor's e Moody's l'azionariato è popolare, ma tra i principali azionisti di riferimento, quelli che comandano, troviamo le società che gestiscono fondi di investimento e banche. Diversa è la situazione di Fitch. (che spesso svolge una funzione da arbitro tra S&P's e Moody's): la terza società è anche la più piccola e l'unica non americana, infatti è controllata al 60% da una finanziaria francese, Fimalac.
Il conflitto di interesse tra banche, società finanziarie e di rating è sempre più evidente, in quanto a volte la società di rating "è portata" a valutare positivamente un prodotto finanziario o un'azienda in base alla commissione che riceve dal committente. Ed è normale che una banca o un'impresa interessate ad ottenere un rating il più favorevole possibile. Banche o Stati che siano.
Il ruolo di un "ente certificatore" dovrebbe, per definizione, essere neutro e indipendente. Per questo potrebbe essere importante immaginare una società di rating europea che cerchi di operare in maniera indipendente. Invece, davanti al declassamento di un titolo la comunità finanziaria raramente non reagisce con un deprezzamento, privilegiando le decisioni degli analisti rispetto alle ragioni portate dall'emittente.
In questo senso, si è parlato di "dittatura degli analisti", per il potere di condizionare la Borsa, riconosciuto loro dal mercato che in parte non tiene conto dei conflitti d'interesse talora esistenti, in altra parte è relativamente interessato ad un rating veritiero e ad un giusto prezzo dei titoli. Un declassamento o una sovrastima del rating aprono a chi ha le giuste informazioni occasioni di guadagno speculativo.

 

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