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PDL LAZIO: RIGHINI, MARIO SECHI ILLUMINANTE MA I MANAGER PUBBLICI INGRATI SONO I RESPONSABILI CRISI PDF Stampa E-mail
Scritto da Dieg Righini   
Venerdì 12 Agosto 2011 07:20

Caro Direttore,
Se mi potessero definire come appartenente ad un corrente di pensiero politico potrei dire di essere "sechiano", per questo motivo, da scalpitante allievo, mi permetto di raffinare i contenuti del suo editoriale di oggi.
La mia é quasi arroganza ma sono abituato a dire, se sono convinto, quello che penso per il bene dell'informazione, pensiero e poi azione, sul contesto socio-economico del mio Paese e dell'Europa.
Mi schiero come Lei dalla parte di chi paga già le tasse, soprattutto tutti quelli che denunciano ogni anno, da imprenditori e liberi professionisti, più di 100.000,00 euro di ricavi, sono loro, e non gli altri, a tenere in piedi il welfare, beni e servizi pubblici,  ma devo dirle che nel Suo puntuale e sintetico editoriale mancano altri al quale il Paese ed i contribuenti hanno dato troppo senza ricevere nulla, sono i dirigenti pubblici della Pubblica Amministrazione e delle aziende pubbliche o private controllate dalla Pubblica Amministrazione che guadagnano sopra i 100.000 euro l'anno.
Questi DIRIGENTI PUBBLICI ingrati e fallimentari, si appropriano ogni mese di un stipendio fuori dalle logiche di produttività e quadagno. Se Marchionne guadagna molto, me ne frego, ed i contribuenti se ne fregano perché paga FIAT, ma se Conti, Scaroni, Sarmi, Mastrapasqua, ecc.,ecc., quadagnano sopra il milione di euro all'anno io mi sento frodato delle mie tasse, e quei contribuenti generosi che Lei loda si sentono umiliati e delusi da uno Stato, l'Italia, che non premia con soldi pubblici secondo merito.
Ci sono innumerevoli pubblicazioni e denunce contro i fallimenti dei DIRIGENTI PUBBLICI, CDA PUBBLICI e AMMINISTRATORI DELEGATI PUBBLICI, ma nessun Governo li ha mai riportati alla giusta remunerazione, non ha mai vincolato i loro redditi  personali ai risultati di efficenza del servizio pubblico ed economicità della tariffa da fare pagare alle famiglie ed imprese utenti.
Insomma caro direttore, il Suo allievo, le chiede di "battere la lingua dove il dente duole", in modo che i nostri amici Berlusconi, Letta, Draghi e Tremonti facciano lo stesso nel Consiglio dei Ministri di oggi mentre decidono a chi fare pagare la crisi internazionale e le inefficenze di produttività e sprechi italiani. Certamente in compagnia dei parassiti di Stato, gli EVASORI.

Diego Righini


 

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