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PDL LAZIO: RIGHINI, IL PDL AL GOVERNO DEVE FARE LE VERE RIFORME. ALLEGGERIAMO LA PA NAZIONALE. PDF Stampa E-mail
Scritto da PDL LAZIO   
Mercoledì 13 Luglio 2011 19:10

TREMONTI: GOVERNO SALDO. DRAGHI: TAGLI O TASSE

Roma - Il governatore di Bankitalia all’assemblea dell’Abi: rischio di aumento delle imposte se non si procede ad altre riduzioni di spesa.
Il Governo resterà in sella se farà le riforme giuste entro il 2011, afferma Diego Righini (PDL LAZIO).
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Roma - Ancora un appello all’unità. Dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi - intervenuto alla 51esima assemblea dell’Abi - arriva nuovamente un forte richiamo a “riscoprire un agire per il bene di tutti” al fine di “procedere nell’azione di risanamento dei conti pubblici, superare l’emergenza che oggi minaccia le prospettive dell’economia, avviare l’Italia su un sentiero stabile di crescita”. Tra i ”fattori favorevoli” il prossimo numero uno della Bce cita i “contenuti” indebitamento del settore privato e il debito netto complessivo del Paese verso l’estero, le “banche solide”, e poi le “risorse fondamentali che caratterizzano da sempre gli italiani”: “iniziativa individuale, capacità di innovare, energia nel lavoro”. Per questo Draghi invita ad “avere fiducia nelle possibilità di crescita della nostra economia” trovando però un “intento comune, al di là degli interessi particolari e di fazione”. Così come accadrà per la manovra che potrà vantare un’approvazione sull'onda di accordi bipartisan “entro venerdì” come annunciato dal ministro dell’Economia intervenuto subito dopo Draghi: il decreto del pareggio di bilancio “sarà rafforzato su tutto il quadriennio e accompagnato anche nei suoi sviluppi da chi si è preso e si prende la responsabilità di averlo presentato”. Giulio Tremonti non si tira indietro e rivendica orgogliosamente la paternità della sua creatura, che promette di non abbandonare. Così come sottende di non voler lasciare neppure la scrivania che fu di Quintino Sella. Aggiunge che nel provvedimento ci saranno novità sul fronte delle liberalizzazioni e avverte: “Tutto quello che ha causato la crisi è ancora presente e niente è stato fatto di quello che doveva essere fatto: niente regole. Sono stati tre anni persi”.

MANOVRA - La manovra finanziaria presentata dal governo è un “passo importante” per risanare i conti pubblici dice ancora il governatore ma “avendo anticipato le usuali scadenze” per Draghi occorre “definire in tempi rapidissimi il contenuto delle ulteriori misure volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014”. A questo infatti “soprattutto guardano oggi i mercati”. Il governatore di Bankitalia lancia poi un allarme: “Esistono rischi che questi provvedimenti distorcano l’impianto della correzione, opportunamente basato sostanzialmente su tagli delle uscite”. Se non si “incide anche su altre voci di spesa” secondo Draghi “il ricorso alla delega fiscale e assistenziale per completare la manovra 2013-2014 non potrà però evitare un aumento delle imposte”. Il numero uno di Palazzo Koch esorta però anche a innalzare il “potenziale di crescita della nostra economia” - come devono fare anche gli altri Stati dell’Ue - “mediante la messa in campo tempestiva di politiche strutturali incisive e credibili, con comportamenti coerenti di tutti i protagonisti della vita politica e produttiva”.

CRISI - I Paesi “sottoposti a un aggiustamento concordato con l’Ue e l’Fmi “ devono proseguire gli “sforzi significativi fin qui compiuti”. Secondo Draghi la crisi attuale è anche un’occasione per riflettere sui “limiti dell’azione fin qui attuata in ambito europeo”. “Dobbiamo riconoscere che nella gestione delle crisi finanziarie si è proceduto non di rado con interventi parziali e temporanei, accrescendo le incertezze sui mercati finanziari”. Ma ora si è aperta una “nuova fase” e perciò “occorre dare certezza al processo con cui si gestiscono le crisi sovrane: definire con chiarezza gli obiettivi politici, il disegno degli strumenti, l’ammontare delle risorse”. Si tratti di un “passo necessario” per assicurare la stabilità dell’euro e dell’eurozona, “per sfruttare appieno la forza della sua economia e della sua situazione monetaria e finanziaria”.

BANCHE ITALIANE - Nonostante i “tempi gravi”le banche italiane “hanno dimostrato e continuano a dimostrare capacità di resistenza e di reazione”. Così il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi durante il suo intervento alla 51esima assemblea dell’Abi. Il prossimo presidente della Bce elenca i numeri: i prestiti a famiglie imprese aumentati più della media dell’area euro, il deterioramento della qualità del credito “considerevolmente inferiore” a quello registrato nella recessione dei primi anni novanta, il flusso di sofferenze che “comincia a mostrare segni di rallentamento”, l’assenza di una “bolla immobiliare”. “Forte radicamento nel territorio” e “cultura aziendale poco propensa a correre avventure” hanno giovato ai nostri istituti di credito. Buone notizie anche dagli “ingenti aumenti di capitale” decisi o realizzati dalle anche italiane da inizio 2011 che hanno portato il sistema a metà strada da Basilea 3: “Attualmente le esigenze di rafforzamento patrimoniale per soddisfare entro il 2019 i nuovi requisiti di capitale, che erano state valutate per il giugno 2010 pari a 40 miliardi, sono di circa 20 miliardi”. Via Nazionale comunque “continua a richiedere alle banche di mantenere posizioni di liquidità equilibrate” e invita a “proseguire nell’attività di riduzione dei costi”.

 

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