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Polverini: Tar, dirigenti e la villa «svuotata»
«Nessuna lobby di potere può pensare di mettere fine all' azione di risanamento che ho deciso di mettere in campo». La presidente della Regione, Renata Polverini, commenta così la sentenza del Tar che ha annullato 9 delibere di nomina di dirigenti esterni. Polverini ha spiegato che sarà interessato anche l' Antitrust. Poi la governatrice racconta due curiosi episodi: «Si mettono davanti alla Regione quando ci sono delle gare sulla Centrale unica degli acquisti e non fanno entrare nessuno, così da mandare deserte le gare. Quando siamo arrivati abbiamo trovato pure una villa, che si usava per i ricevimenti e come sede di rappresentanza, svaligiata da chi ci ha preceduto persino delle suppellettili. È stata tolta l' argenteria, i mobili pregiati e al loro posto abbiamo trovato i divani di Ikea. Ora faremo un' operazione trasparenza su quello che è avvenuto negli ultimi 15 anni alla Regione». Poi tornando sulla decisione del Tar la governatrice sottolinea: «È una sentenza politica e totalmente inapplicabile: non dice dove abbiamo sbagliato e quali norme abbiamo violato, anche perché abbiamo applicato gli stessi regolamenti che si usano da trent' anni». Il giudizio, secondo il tribunale, è stato causato dal mancato rispetto delle procedure sulla trasparenza. Il ricorso lo ha presentato il sindacato Direr Lazio, la cui segretaria, Roberta Bernardeschi, replica: «Questa sentenza non è politica, ma rispecchia solo il decreto Brunetta: noi vogliamo valorizzare con trasparenza le risorse interne, anche penalizzando gli incapaci, loro invece preferiscono scegliere i dirigenti all' esterno, così magari non si sentiranno mai dire di "no"». Ad ascoltare la governatrice, con il volto teso, hanno partecipato quasi tutti gli assessori e un folto gruppo di dirigenti. E l' incontro assume toni ancora più allarmanti quando la presidente della giunta sottolinea: «Nessuna lobby di potere può pensare di fermare l' azione di risanamento, riorganizzazione e risparmio che ho deciso di mettere in campo. Non mi intimidisco e non voglio subire intimidazioni». Durante il suo intervento Renata Polverini snocciola un lungo elenco di dati: «Ci è stato detto che non abbiamo usato trasparenza, ma abbiamo pubblicato tutto sul Burl (il Bollettino ufficiale della Regione) - precisa la Polverini -. Ma lo sapete che in un anno noi abbiamo risparmiato 2 milioni di euro nella riorganizzazione interna degli uffici? La Giunta Marrazzo aveva 23 strutture assegnate, noi solo 11. Nel marzo 2010 c' erano 283 dirigenti, oggi 259». Secondo la governatrice, poi, «la sentenza ci rimprovera, in tempi di crisi, di non avere risparmiato ed avere preso dirigenti esterni, ma il Tar non ricorda che abbiamo applicato la legge nazionale. Non chiedo dove sia stato il Tar in questi anni, perché il tribunale va sollecitato da qualcuno. Mi chiedo, piuttosto, dove erano i sindacati. E poi lo sapete che molti dirigenti interni rifiutano certi incarichi?». Per tutelare l' amministrazione «ho deciso di determinare la proroga in servizio dei dirigenti che sembrerebbero coinvolti da questa sentenza del Tar (tra i quali Marco Marafini, direttore della direzione Bilancio, Mario Marotta, direttore del dipartimento Economico, e Michele Lauriola, direttore dell' Abecol ndr ). Nessuno può bloccare il risanamento che stiamo portando avanti in delicati settori come la sanità, il bilancio ed i rifiuti. E nessuno dica che il Lazio farà la fine della Campania sui rifiuti. Faremo intervenire anche l' Antitrust». Ma il sindacato Direr taglia corto: «Rifaremo ricorso». Luigi Nieri (Sel) commenta: «I fatti contestati sono gravi, le risposte purtroppo inadeguate». Più duro Esterino Montino (Pd): «È uno tsunami amministrativo senza precedenti che manda al macello anche professionisti di buon livello e crea instabilità nell' intera regione». Francesco Di Frischia RIPRODUZIONE RISERVATA
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