| PDL: CITTA' SOLIDALE, SECONDO BOLLETTINO ECONOMICO, NUBI NERE ALL'ORIZZONTE PER LE ECONOMIE MONDIALI |
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| Scritto da Centro Studi città solidale |
| Martedì 31 Agosto 2010 11:26 |
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L’atteso dato del PIL del secondo trimestre USA ha confermato la revisione al ribasso passando in seconda lettura a 1,6% dal precedente 2,4% annuale con una revisione del contributo delle esportazioni nette e delle scorte. Il dato negativo era atteso dai mercati ma la sua conferma ha avuto un effetto depressivo su tutte le borse. Il Governatore della Fed Bernanke interviene contemporaneamente all’uscita dei dati ribadendo la disponibilità ad introdurre nuove manovre di politica monetaria come i piani di acquisto di asset a lungo termine. Il vero tallone di Achille rimane il mercato immobiliare che ha continuato ad evidenziare segnali di rallentamento. A luglio crolla ai minimi dal 1999 la compravendita di case esistenti negli Usa. Secondo i dati della National Association of Realtors, le vendite sono crollate del 27,2% a 3,83 milioni di unità. Gli analisti avevano previsto un calo a 4,60 milioni, cioè una flessione del 13,4%. Mentre la vendita delle case unifamiliari è calata ai minimi da maggio 1995. Da quando il programma federale americano è terminato, il 30 aprile, la vendita di case ha faticato moltissimo. Gli analisti prevedono che all’attuale ritmo di vendita ci vorranno in media oltre 12 mesi per collocare sul mercato i 4 milioni di case invendute negli Stati Uniti. “Tempo di smaltimento delle scorte così alto non si registrava da oltre dieci anni, ed è più del doppio di un livello considerato salutare, pari a circa sei mesi “ sostengono gli analisti. Ma come si può comprare casa non avendo la certezza del lavoro ? Questa risulta essere la spirale che annienta l’economia americana e paventa il periodo deflattivo ancora più marcato di quello dell’ultimo decennio giapponese. Il numero di lavoratori americani che per la prima volta hanno fatto richiesta per ottenere i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è cresciuto a sorpresa la scorsa settimana al massimo in nove mesi, in quello che è l'ennesimo segnale delle difficoltà che ancora attraversa il mercato del lavoro americano. Un dato peggiore delle previsioni - Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro americano, nella settimana conclusasi il 14 agosto, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono cresciute di 12.000 unità a 500.000 unità, il livello più alto dal 14 novembre quando il dato si era attestato a 509.000 unità. Mentre l’America boccheggia e gli economisti ricominciano a parlare di ritorno in recessione secondo uno schema “ double deep” o “W” , la Germania fornisce un PIL del secondo trimestrale stellare oltre il 2% trainato dall’export. Questo ci riconsegna una Europa apparentemente più solida e a quanto sembra più esposta ai mercati orientali che sembrano poco risentire della crisi (Cina ed India soprattutto). Ma come immaginare un’economia mondiale senza la locomotiva americana ? A nostro avviso poco sostenibile per questo riteniamo che l’onda lunga della crisi possa essere solo posposta alla parte finale dell’anno. Certo crediamo che il settore industriale europeo abbia saputo ristrutturarsi in maniera efficiente in questo periodo di recessione ed abbia saputo differenziarsi produttivamente riducendo le perdite da fluttuazioni di domanda. Il 10 settembre avremo i dati del secondo trimestre e sarà più agevole valutare le componenti di domanda per l’Italia primo fra tutti l’andamento dell’export certo sembra probabile un autunno caldo. |












