| BOLLETTINO ECONOMICO ITALIANO DEL COMITATO SCIENTIFICO DI CITTA' SOLIDALE |
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| Scritto da Città Solidale FF |
| Mercoledì 04 Agosto 2010 07:15 |
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Parafrasare il titolo del romanzo di Paolo Giordano vincitore del premio Strega nel 2008 ci sembra il modo migliore per descrivere le scelte oculate e vincenti del nostro Ministro dell’Economia. La crescita del PIL del primo trimestre (+0,4 %) unitamente al dato della disoccupazione della settimana scorsa in calo ed ad un livello tra i più bassi d’Europa (8,5 % contro più del 10% medio europeo) ci restituiscono una economia italiana in movimento e ben indirizzata verso la ripresa. Chi ringraziare? A nostro avviso la platea dei premiati si restringe oltre che al Governo, alle famiglie italiane prudenti e risparmiatrici e a un sistema produttivo nazionale a torto umiliato e tacciato d’immobilismo, ma al contrario capace di proporsi competitivo ed efficiente. Arciere cauto il Ministro Tremonti ha scagliato oculatamente e precisamente le poche frecce nella sua faretra. Ricordiamola quindi “la solitudine” del Ministro durante le sue scelte e facciamo tesoro di quanto l’economia ci riconsegna. Nel mezzo della bufera sono state rassicurate le famiglie garantendo i depositi e quindi i risparmi, contemporaneamente è stato stimolato il motore produttivo automobilistico italiano e successivamente quello componentistico industriale. Poche frecce che sono bastate a ridare fiducia e garantire stabilità mentre in Europa e nel resto del mondo si perpetrava un assalto alla diligenza dei soldi pubblici che ha generato debiti per generazioni ed instabilità economica comunitaria. Partivamo come fanalino di coda nella platea dei paesi industrializzati e adesso quelle scelte solitarie del capo del Dicastero economico hanno permesso di lasciare stesi sul campo paesi come Grecia, Spagna, Portogallo; Irlanda e grandi economie come quella inglese e francese che dovranno fare i conti con i disavanzi e deficit eccessivi per il prossimo decennio. Certo anche noi dovremo essere oculati ma le scelte “prima dei numeri” del nostro Ministro ci hanno salvato da un baratro in cui qualsiasi altro economista keynesiano con velleità interventiste sarebbe ruzzolato. Quindi è giusto riconoscere i meriti del fantino oculato che con una sola briglia disponibile a metà della corsa ci ha già riportato nel gruppo di testa, annullando un gap pericoloso con gli altri concorrenti europei. Ma cosa più importante, dopo decenni, abbiamo riacquistato la credibilità internazionale con le agenzie, i governi e gli operatori economici che adesso scommettono sul nostro paese. Continuiamo così allora senza degnarsi di quelle voci che gridano all’agire a discapito della riflessione, facciamo le riforme incominciando da quelle più importanti ma con occhio attento ai costi così come fatto per le pensioni.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Agosto 2010 07:44 |











