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PDL: RIGHINI, IL PDL DETTA LA LINEA E BOSSI OFFRE IL SUO CONTRIBUTO DI PARTITO ALLEATO PDF Stampa E-mail
Scritto da DR   
Sabato 29 Maggio 2010 10:23

La Lega e l'allarme di Formigoni. Al governatore lombardo, che oggi su Repubblica attacca la manovra sostenendo che così si dice addio al federalismo, risponde il presidente del Piemonte Roberto Cota: "Sul federalismo Berlusconi ha parlato chiaro".  "Il federalismo - aggiunge Cota - non solo non costa niente ma è proprio quella riforma strutturale di cui anche ieri è stata invocata la necessità all'Assemblea di Confindustria".
Stamattina, sul tema, il premier aveva affermato che i decreti attuativi del federalismo fiscale saranno approvati nei tempi richiesti".
Ma il Pd attacca: "Bossi è come le tre scimmiette: lui non vede, non sente e non parla. Ma sa fin troppo bene che il federalismo non c'è più. L'unica, vera riforma che il parlamento poteva varare nel corso di questa legislatura  si è dissolta come neve al sole perchè la manovra finanziaria di Tremonti le ha inferto un colpo letale. Bossi lo sa e ci stupisce il suo assordante silenzio".
Dello stesso parere anche l'Udc, che con Maurizio Ronconi parla di "training autogeno" del Carroccio.  "Oramai è una illusione che non può essere coltivata se non con esercizi di auto convincimento. Il federalismo non si farà perchè non ci sono più i soldi ma soprattutto perchè non è più consentito dal tacito ma solidissimo patto europeo".
Cei: "Sbagliato il federalismo senza solidarietà e unità nazionale". "Un federalismo fiscale, senza essere ancorato all'unità nazionale e a una crescita solidale, manca il suo obiettivo". E' quanto ha ribadito il presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco, nella conferenza stampa a conclusione della 61esima assemblea generale dei vescovi italiani. Di fronte alla richiesta di un suo giudizio sul possibile fallimento del federalismo fiscale, il porporato ha risposto: "Bisogna salvaguardare due beni fondamentali: l'unità profonda del Paese, che è valore acquisito per tutti e da cui non si può e non si deve retrocedere per nessun motivo; e dall'altra la crescita solidale di tutte le parti del Paese. Un federalismo che non dovesse garantire questa crescita delle diverse parti del Paese in un vincolo di solidarietà, non raggiunge l'obiettivo".

Speriamo che dopo la manovra economica gli italiani abbiano capito che il PDL detta la linea politica del Governo con un Partito del 36% mentre la Lega Nord, con un partito del 10%, offre il suo contributo ed esprime le sensibilità dei propri valori.


Ultimo aggiornamento Sabato 29 Maggio 2010 10:24
 

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