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PDL GIUSTIZIA: RIGHINI, IN ITALIA PROCESSI TROPPO LUNGHI, VIOLANO I DIRITTI ED OSTACOLANO L'ECONOMIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Diego Righini   
Martedì 31 Agosto 2010 09:14

Noi cittadini italiani dobbiamo pretendere un processo più breve. Il diritto alla ragionevole durata del processo dovrebbe essere considerato come un diritto "naturale", facente parte dei diritti inviolabili dell'individuo ricompresi nell'art. 2 Cost. Eppure, soltanto con la modifica dell'art. 111 Cost. (L. 2/1999), la ragionevole durata del processo è divenuto un diritto di ogni cittadino utente che si rivolga al servizio giustizia amministrato dallo Stato.Questa norma riconosce il diritto alla ragionevole durata del processo, ma non alla sua celere soluzione in quanto deve essere adeguatamente bilanciato con gli altri diritti e garanzie previste dallo stesso articolo e insiti nel sistema processuale italiano: almeno dovrebbe provocare, anche attraverso l'intervento della Corte Costituzionale, l'eliminazione o la riduzione di tutti i tempi processuali eccessivamente lunghi. Così il legislatore, a seguito delle pressioni del Consiglio d'Europa, ha riconosciuto attraverso la L. 24 marzo 2001, n. 89 il diritto ad un'equa riparazione nel caso in cui il cittadino che abbia intrapreso un processo ritenga che sia durato troppo. Con questo strumento, però, non si è agito sul momento "genetico" del male (introducendo una sostanziale modifica al sistema processuale italiano tanto da limitare la durata dei processi), ma sul momento "patologico", riconoscendo il diritto ad una giusta durata del processo e prevedendo una possibilità di ristoro.
Ma, come detto, non è la soluzione al problema: di tanto si è accorto il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa che sovrintende e garantisce il rispetto della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali, che ha riconosciuto che non sono state prese misure strutturali dirette ad eliminare il problema, nonostante i passi avanti fatti. Lo Stato italiano non è stato, pertanto, assolto ma continua ad essere un "osservato speciale" da parte del Consiglio d'Europa affinché venga garantita l'effettività di questo diritto.


Ultimo aggiornamento Martedì 31 Agosto 2010 09:14
 

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